Centro situato al centro della pianura chiamata Bassa Lodigiana, Codogno ha ottenuto nel 1955 la qualifica di città. Con Casalpusterlengo e Sant´Angelo Lodigiano è fra i maggiori comuni della Provincia. Una parte del panorama economico di Codogno è tuttora rappresentato dall´agricoltura, che vanta oltre una sessantina di aziende. Anche l´attività del secondario è fiorente, con la presenza di importanti industrie di medie dimensioni. Codogno assume anche una particolare rilevanza come nodo ferroviario, sulle direttrici Milano-Bologna, Cremona-Mantova e per Pavia. Fra le altre attività va inoltre ricordata la fiera autunnale di novembre, che vanta una tradizione plurisecolare (inaugurata nel 1791, è arrivata alla 205a edizione): la fiera è una rassegna zootecnica-agricola di importanza nazionale.
Abitanti: 14019
Superficie comunale (kmq): 20,86
Confini: Casalpusterlengo, Somaglia, Fombio, San Fiorano,
Maleo, Cavacurta, Camairago, Terranova dei Passerini
Frazioni: Maiocca, Triulza
L´insediamento è risalente alla penetrazione romana nella Gallia Cisalpina, e non rivela tracce di sé sino all´anno mille. A lungo sotto la giurisdizione dei vescovi di Lodi, divenne poi feudo (nel 1441) dei Trivulzio. Nel 1639 subì l´occupazione dei Lanzichenecchi (che vi diffusero la peste). Dopo l´estinzione dei Trivulzio, Codogno divenne Regio Borgo per nomina del Re di Spagna Carlo II nel 1679. Artisticamente la città presenta edifici di notevole interesse, sorti parallelamente allo sviluppo economico e agricolo, che già in passato aveva caratterizzato Codogno. Vanno a tal proposito menzionati: la chiesa parrocchiale di San Biagio (1511), il più importante edificio religioso, di scuola leonardesca; il Santuario della Beata Vergine di Caravaggio (1711-1714); il neoclassico Ospedale Civile (1779-1781); la chiesa delle Grazie, opera secentesca cui fu aggiunto un secolo più tardi un classico chiostro a 14 arcate; i palazzi Trivulzio e Lamberti.








