Centro del basso Lodigiano, sulle rive del fiumicello Brembiolo, allŽincrocio tra la via Emilia e la statale n.234 Cremona-Pavia. Oggi vanta il titolo di città, dopo aver inglobato nel 1929 i comuni di Vittadone e Zorlesco. Con Lodi, Codogno e SantŽAngelo Lodigiano è tra i maggiori comuni della Provincia. LŽeconomia di Casalpustelengo è in buona parte rappresentata dallŽagricoltura: vi sono infatti numerose aziende specializzate nella coltivazione di mais e foraggi. Particolarmente fiorente è lŽallevamento di bovini sia da latte che da carne, utilizzando anche attrezzature e apparecchiature molto avanzate. Anche lŽindustria vanta presenze significative, nel settore alimentare, in quello chimico e cosmetico, meccanico e del legno. Numerose sono anche le piccole imprese artigiane e commerciali, per lo più a conduzione familiare. La forza lavoro non è tuttavia interamente occupata in ambito comunale, e si assiste al fenomeno del pendolarismo, in particolare in direzione di Milano. Nel corso degli ultimi due decenni, il volto di Casalpusterlengo si è alquanto modificato grazie a numerose iniziative edilizie.
Abitanti: 14098
Superficie comunale (kmq): 25,6
Confini: Codogno, Terranova dei Passerini, Bertonico,
Turano Lodigiano, Secugnago, Brembio, Ospedaletto Lodigiano,
Somaglia
Frazioni: Vittadone, Zorlesco
Derivazione del nome: dai Pusterla, casata cui Casale
appartenne nel XIV secolo
Persone da ricordare: Angelo Cesaris, gen. Saverio
Griffini
Di antica origine, Casalpusterlengo nel XIV sec. Appartenne ai Pusterla (dai quali deriva il nome), a cui successero i Lampugnani (1450), i marchesi Castelli (1665-1695) e infine i Trivulzio. Fu teatro di numerosi fatti dŽarme nei secoli XV-XVI e al tempo delle conquiste napoleoniche. DellŽantico castello, eretto dai Pusterla, rimane una torre merlata, a due corpi sovrapposti, recentemente restaurata. Al Seicento risalgono la parrocchiale dei santi Martino e Bartolomeo, con facciata ripristinata nel secolo scorso e la chiesa di San Bernardino. Da ricordare il santuario della Madonna dei Cappuccini che risale al XVI secolo; sono segnalati il simulacro della "Madonna dei Capuccini" del XV secolo e la tela dell'Ascensione di Giambattista Trotti detto "il Malosso".
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